Impressioni
30 agosto 2017
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Nel porto
Cammino spesso nel porto
dall'uno all'altro molo
nei miei pensieri assorto:
e là, spiccano il volo
seguendo il becco storto
i gabbiani, sul molo.
Volteggiano leggiadri
facendo finta di niente
ma scrutano come ladri
e tuffan velocemente
se una preda s'inquadri
sulla vista possente.
Nel porto mi diletto
godendo l'aria fresca
e incuriosito aspetto
finché prepari l'esca
un pescator soletto
che là vicino pesca.
Guizzan fuori impauriti
branchi di mugginetti
dalla ricciola inseguiti:
e fuggon poveretti
nuotando molto spediti
prima che li banchetti.
Fra un cargo che riparte
e l'altra nave che arriva
là, sul molo in disparte
stan scaricando una stiva
piena d'opere d'arte
per una mostra estiva.
Avvien di rado assai
di vedere un delfino:
non vengon quasi mai
nello stretto bacino:
ma salvano dai guai
chi trovan sul cammino.
Affiora assai prestante
giocando con la testa
il cetaceo gigante:
scuro sul dorso resta
festoso e stravagante
segue le nostre gesta.
Non rimango annoiato
se di mattina presto
scaricano il pescato:
che con vago pretesto
i grossisti han pagato
solo a prezzo modesto:
e han cosi guadagnato
soldoni ad ogni cesto.
Sul molo, solidi pescherecci
sostano, durante la giornata:
a bordo, fanno precisi intrecci
su una rete squarciata:
poi, gustan la zuppa di ceci
prima dell'imminente salpata:
a Maria elevan fervide preci
per una calma nottata.
Ma se il tempo è balordo
e oltremodo rischioso
sono tutti d'accordo
di evitare il maroso
e rimangono a bordo
per godere il riposo.
Di Bonaria son devoti e riverenti
e sfuggon la frode con l'inganno:
pregano la madonna assai ferventi
offrendo i sacrifici che essi fanno:
il giorno della festa son presenti
affinché li preservi da ogni danno:
addobbano i natanti, sorridenti
e in mare la Madonna seguiranno.
Se da vicino passo
alle gru colossali
mentre imbragano un masso
sento urlare i portuali
sia di sopra o dabbasso
con voci gutturali:
le scene son da spasso
pure se in se banali.
Se arriva una nave obsoleta
e vien l'attracco precluso
un rimorchiatore l'aspetta:
e se la nave è in disuso
la spinge dritta alla meta
scafo e carico incluso.
Nel porto, è sempre un'avventura:
vedo fra imbarchi e sbarchi
gente di ogni cultura
pieni di franchi e marchi:
vengono a vedere la struttura
della città e dei suoi parchi.
Non ricordo la data
mi sembra, l'altro ieri
che un tale si è pescata
con tre vermetti interi
una bellissima orata
e due ghiozzetti neri:
la pesca è assicurata
coi becchimi stranieri
ma se vien consumata
saran problemi seri.
Il porto, imponente struttura
e sicura risorsa del futuro:
c'è gente in cerca d'avventura
altri, hanno un approdo sicuro:
ci son gli agenti di questura
attenti, e col cervello maturo:
doganieri, che con zelo e bravura
mettono con le spalle al muro
chi traffica in polverina pura
con tanto coraggio e polso duro.
La mia mente è confusa
sono un poco sbadato
e ve ne chiedo scusa
se mi scordavo il fatto
che ho visto una medusa
con il corpo iridato.
L'ingenua, viveva come reclusa
perché l'uscita avea dimenticato:
ora, si sposta tutto alla rinfusa
finché lo sbocco avrà trovato:
nel porto, essa è poco diffusa
ma sul lido e pericolo scontato.
Ora preparo anch'io
la mia canna da pesca:
e con perfetto avvio
infilo all'amo l'esca
ma c'è troppo ronzio
e il pesce non adesca.
Mi sposto verso ponente
dove c'è pocca gente
ma mi ritorna in mente
che lì non pesco niente
perché c'è pocca corrente
e pure il pesce è assente.
Mentre arriva una barca tutta nuova
ecco che un'altra nave salpa via
navigando, sembra che non si muova
ma guardando la scia
ne ho subito la prova:
il porto, spinge la fantasia
e il buio, scrivendo ancor mi trova
ma ora me ne torno a casa mia.
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