Cunta e stracunta
Rosaria Catania
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Quando ieri ne facevo un fascio
nel veder lamentele e domandar picchì
fresca la serata
le cicale cantavano
e l’aria starnutiva l’odor dell’estate
l’amor ne godeva
uva e fichi rintra o cannistru faccievunu bedda mustra
come quadro dell’Arciboldo
punta esterna
mi han dato i natali
la bella isola di pescatori mare e barche
dalla lor sua luce bagliavan gli occhi
sul cristallino mare siciliano
sei anni avevo
li sento ancor vicini
cunta cunta e stracunta
portavan a groppa la deliziosa ingenuità
l’uomo nero l’orco ed il lupo mannaro
quell’arma potente in una valle di lacrime
la verità tutt’altra cosa
siam ricchi oggi d’egoismo
la voce sfiorerà ora senza far rumore
un fil di ragno
mi coglie all’improvviso
come volan gli anni
cunta cunta e stracunta
le favole pur inventate son gioielli
e resteranno nell’acqua fresca dei ricordi
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Rosaria Catania
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