O Dio delle menti
O Dio delle menti pulite
e delle menti sporche,
Tu soffi il tuo alito di vita
su chi ti ama e ti cerca,
ma anche su chi ti evita.
Bramo io in cuor mio
di seminare e di mietere
nel tuo campo, nel tuo podere.
Dona a me il piacere
di sentirmi tuo seminatore
e di coltivare, con amore
un tuo giardino, un tuo orto,
voglio farti vedere e capire
quanto io cerco nuove forme
di coltivazione e di lavoro.
Della tua valle, amo ogni palmo,
ogni solco di terra può essere
quello che dà il miglior frutto.
Non c'è un'angolo privo della tua luce,
né una zolla dove l'acqua non arrivi
e le braccia mie con la forza tua
portano a maturazione l'atteso raccolto.
In me si gonfia la certezza
del Tuo consenso per il mio lavoro.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Sara Acireale6 settembre 2017
È veramente una bella preghiera da recitare ogni giorno, ogni minuto, ogni ora. Versi pieni di profonda e vera spiritualità... Gli ultimi due versi sono stupendi
