Nettare degli Dei
Non che con l'aragosta
disdegni il vino rosso
ma con la fiorentina, senza sosta
lo bevo a più non posso
senza pensar quanto mi costa:
e se il porchetto non è grosso
quand'è croccante la sua crosta
bevo, e riduco la bestiola all'osso.
Il rosso più del latte l'ho bevuto
e il pane mangiavo da bambino
nel vino rosso imbevuto:
questo era il migliore stuzzichino
per diventar gagliardo e nerboruto
mancando lo zampone e il cotechino.
Il bicchiere sollevalo un tantino
per ammirare il suo color rubino
e bevine un modesto sorsettino
per degustare meglio il rosso vino:
e se bere vorrai più d'un quartino
prima dovrai fare uno spuntino:
ah, se potessi ritornar bambino
quando bevevo il rosso dal catino.
Oh, vino rosso prelibato
quante volte hai saziato
il mio voglioso palato:
e quante volte t'ho desiderato
nei giorni che stavo un po' malato
or mi rifaccio, di ciò che fu negato.
C'è qualcuno che non lo sopporta
dopo il primo bicchier, subito canta:
la sua mente diventa poco accorta
e di cose impossibili si vanta
tutta la verità egli rapporta
fino alla goccia che lo schianta.
Molto paziente e sereno
mi dice il medico condotto
dovresti bere un po' di meno
che il fegato vedo mal ridotto:
non bere col bicchiere pieno
specie quando mangi del risotto.
Come posso pensare di non bere
se quanto più ne bevo più m'invoglia
e di consigli non ne voglio avere:
se un giorno sto morendo dalla voglia
lascia ch'io beva un buon bicchiere
il vino rosso buono non m'imbroglia.
Per celebrar la messa viene usato
il vino bianco squisito
giusto appena invecchiato:
per i brindisi spesso vien servito
perché ha colore e gusto delicato:
pregiato, vien da tutti definito.
Non essere umiliato
generosissimo rosso
se il bianco e più pregiato:
perché io finora garantir ti posso
che il gusto tuo m'ha soddisfatto
e il tuo colore mi ha commosso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!