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Introspezione 10 settembre 2017 · lettura 1 min · 3631 letture

Il dubbio diventerà salvezza

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Vorrei urlare gridare a squarciagola aggrapparmi ad una speranza e ritornare a sognare. L’anima mia al buio resta sola non piange zitta zitta tiene la giusta distanza da un ricordo che riabbraccia poi si ferma come la mente intimorita non avanza e aspetta vorrebbe reagire ma alla fine non serve... non serve a niente. Timida e attenta la voce si nasconde troppe le parole inascoltate e inutili meglio chiudere tutto con le catene restare zitti è l’unica soluzione. Il dubbio diventerà la salvezza il pianto l’unico amico sincero, freddo ma pur sempre vivo.
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Poesia partecipante al Premio di poesia Scrivere 2017... categoria a tema libero

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (19)

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Eolo10 settembre 2017

Un tentare di reagire ad un sogno perduto, Forse ad un amore finito, con la consapevolezza del tempo che non ritorna lasciandoci il rimpianto. Il testo velato da sensazioni rarefatte riesce a dare la giusta dimensione di un amaro ricordo. Il mio elogio

carla composto10 settembre 2017

urlare gridare aggrapparsi ad una speranza e ricominciare a sognare... parole inascoltate ...meglio il silenzio che non chiede nulla unica soluzione possibile ...un pianto liberatorio come sincero amico... versi mirabili e belli che arrivano a chi legge elogio sincero al bravo poeta

Silvia De Angelis10 settembre 2017

In momenti di inquietudine, a volte si sceglie il silenzio per non portare alla ribalta dolorose parole Versi apprezzati

Luciano Capaldo10 settembre 2017

Una struggente quanto bella lirica per un amore ormai concluso e che il cuore non vuole dimenticare mentre l'anima, più attenta e distante, sa chiudere le porte a ricordi di dolore e di sofferenza che non lasciano speranza alcuna. E' così, come fa intendere l'autore, l'anima sa essere più realista di un cuore e mettersi d'accordo con la mente. Belle le immagini e i versi inducono quasi a compenetrazione. Il mio elogio

Maria Luisa Bandiera10 settembre 2017

Il silenzio a volte è meglio ti tantissime parole che troppo spesso rimangono inascoltate, una bella lirica di immensa profondità interiore

Ela Gentile10 settembre 2017

In questa lirica l’anima tace, ormai rassegnata, il cuore ancora rimembra e la mente macina qualche pensiero quasi demotivato, ma poi sceglie il silenzio. Solo a tratti s’affaccia il dubbio e allora il cuore piange le sue lacrime perché lui è vivo e conserva. Una lirica struggente, il cui contenuto coinvolge soprattutto quando son sentimenti e reazioni che l’anima riconosce. Mi congratulo come sempre con l’autore, sensibile e vero per le sue liriche che arrivano dritte al cuore.

Umberto De Vita10 settembre 2017

Reagire ad ogni costo è la qualità che appare nitida in questa poesia. Gridare forse serve a ben poco, meglio il silenzio pur soffrendo. Un bel testo d'autore.

Anna Di Principe10 settembre 2017

Quando un amore finisce l'anima urla, il cuore vorrebbe reagire per poter continuare a sognare, ma la ragione sceglie di tacere. Una vibrante lirica in cui il susseguirsi delle emozioni e degli stati d'animo tracimano una notevole espressività emotiva ...bravo sempre il Poeta a catalizzare il lettore, che avverte sensazioni trasversali. Il mio elogio e ammirazione!

Giovanni Ghione10 settembre 2017

Profonda introspezione su come reagisce l'anima nel suo patto con la mente. Essa segue la ragione del silenzio per congelare un dubbio che al sole si scioglierà in salvezza! Elogio!

Sara Acireale10 settembre 2017

Urlare, gridare, piangere e poi... dopo essersi liberati da un peso ritornare di nuovo a sognare, ad avere una speranza. È possibile? Forse... Il Poeta, però, non crede più a niente, vuole chiudere con tutto perché le sue parole sono rimaste inascoltate. Forse soltanto la voce del silenzio potrà aiutarlo, affinché il dubbio possa diventare salvezza. Il pianto servirà da catarsi per sciogliere i nodi dell'anima.

Josiane Addis10 settembre 2017

Un urlo di disperazione che si scioglie tra le rime di quel pianto finale... unico sfogo possibile. L'autore coinvolge il lettore ad essere lo spettattore di questo sentimento di solitudine.

Angela Schembri11 settembre 2017

Un ricordo d'amore, dolce, sperato, sognato a volte si scontra contro la quotidianità della vita, una vita che sembra già segnata da un inevitabile destino e nulla si può fare se non allontanare il cuore dalla ragione, toglendo voce ad un'anima che vorrebbe gridare il proprio sentimento. Unica consolazione rimane il pianto, un pianto che consola ed allevia il dolore, un pianto amico. Lirica profonda che nasce dall'anima come un grido che man mano perde voce. Molto bella e sentita. Complimenti!

F
Franca Mugittu11 settembre 2017

Profondi contrastanti sentimenti, desiderio di solitudine e silenzio, ma anche voglia di urlare, di capire, spiegare... perché l'amore è tutto, un continuo contrasto, un ricordo vivente anche quando non lo si vive. Elogio al bravo poeta

Marinella Fois11 settembre 2017

Quando il sogno si spegne, la prima reazione è urlare, poi l'anima quieta tace... un bel verseggiare... a cui il poeta ci ha abituato.

Emilia Otello11 settembre 2017

Un testo che ho percepito tutto, quando non riusciamo ad essere quello che siamo allora vorremmo gridare e urlare, ma non abbiamo forse il coraggio... allora ci chiudiamo dentro noi stessi e ci lasciamo andare alle lacrime come unico sfogo. Piaciuta moltissimo, complimenti e buona settimana in poesia.

Pagu12 settembre 2017

Speranze, attese, illusioni e dolore. Difficile tornare a sognare, a sperare... Un testo profondo, complesso e intenso che ho molto apprezzato. Elogio al poeta.

Alberto De Matteis12 settembre 2017

...il pianto l'unico amico sincero, freddo ma pur sempre vivo. Queste parole conclusive che chiudono la composizione dal contenuto introspettivo intenso e profondo, sono la chiave alla base molto spesso d'una vita tumultuosa. Si vorrebbe urlare, gridare a squarciagola il proprio disagio interiore, anelare una speranza e sognare... ma inutile... il destino è contro di te... e allora l'unica salvezza dopo tanti dubbi esistenziali rimane il silenzio, poiché anche il solo tentativo di reazione non serve a niente. Sono versi molto intensi che denotano tristezza e malinconia, in un contesto quasi d' una inerte e passiva rassegnazione. Ed allora tutto negativo? Io mi appellerei a quel lumicino di speranza onde poter almeno ancora continuare a sognare

Giuseppe Vullo14 settembre 2017

Una composizione struggente, lacerante. La perdita dell'amata, il lutto interiore ci porterebbe a gridare il nostro dolore. Ma una forma di pudore, di auto censura ci fa solo bisbigliare e lamentare nel silenzio universale. Solo le lacrime calde nel silenzio della notte esistenziale ci possono per brevi attimi consolare. Complimenti per il pathos.

Maria Fiorella Corazza22 settembre 2017

L’anima che resta al buio, sola, trova conforto nel pianto che è sempre un amico sincero e il dubbio si trasforma in salvezza. Composizione profonda!