Figlia mia
Figlia, figlia mia
che al mio cuor sei vicino:
ma quanto è stato breve
il tuo fugace cammino
ti sei estinta come neve
esposta al sole agostino
in silenzio, ma con passo greve
seguisti la forza del destino
scindendo l'anima tua limpida e lieve
dal corpo, e la rendesti al divino.
Mi dicevi assai spesso
papà, vado di fretta
il tempo non aspetta
ed io gli vengo appresso
devo raggiungere la meta
e prenderne possesso
quando sarò sulla vetta
del moderno progresso.
Io, t'ascoltavo esitante
vagliando le sorprese
dell'incerto avvenire
ma fiducioso aderivo
al tuo modo di agire
augurando di cuore
di vederti fiorire:
arrivasti alla meta
e gioivi contenta
ma il crudele destino
ha spezzato l'ardire
dal suo tetro abbaino.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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