"Al ritmo del vetro"
Stefano Drakul Canepa
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I piedi in salita
e il vento che preme
per un ricordo
bruciato dal sole
L’argine piange
una tomba sepolta
dagli aliti neri
di mille erbe sacre
Nessuna pena
sopravvive agli anni
ormai svaniti
al ritmo del vetro
Le nubi in volo
sembrano sogni
e pallide promesse
ancora da ferire
Sulla pelle morta.
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Stefano Drakul Canepa
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