Partenza intelligente
Decido di partire
non come fanno tutti
alla mattina presto:
ma partirò di sera
appena scende il fresco
verso la mezzanotte
con il cielo stellato:
e se c'è luna piena
vado tutto sparato
sull'autostrada deserta.
Carico un po' di bagaglio
il minimo occorrente
dato che siamo a luglio
occorre poco e niente
per tre giorni in riviera:
due magliette alla moda
i calzoncini corti
mocassini leggeri
la mia canna da pesca
e gli occhiali da sole:
l'albergo è già pagato
e pure il pieno è fatto:
e non vedo il momento
di far questo viaggetto
da adulto smaliziato
anticipando tutti:
sarà praticamente
una partenza intelligente.
Così pensavo seriamente
e lo pensavo ancora realmete
quel giorno a mezza sera
prima di colmare, tollerante
il cofano capiente
che mia moglie, incosciente
caricava insistente
ciò che veniva in mente:
stava esagerando veramente:
la sua mantella in feltro
il capellino di paglia
l'ombrello per la pioggia
le polacchine a punta
e l'asciugacapelli.
Avrebbe caricato il rimanente
sul sedile di dietro:
non c'era più spazio per fortuna
si sarebbe portato anche la luna.
Mancano poche ora
alla solenne partenza
e il mio bolide è pronto:
ho riacceso il motore
riprovato le luci
esaminato i freni
tutto risulta a posto:
la basculante accosto
e salgo sul terrapieno
ad ogni vento esposto:
volgo lo sguardo al cielo
e ai miei occhi non credo:
vi son nuvole dense
che si spandono a velo.
Trovo già apparecchiato
e mentre mangio un boccone
penso, che parto anticipato:
"mi salvo dalla pioggia
e dall'asfalto bagnato..."
dico a mia moglie a lato.
Per zelo e prevenzione
mi metto già in azione:
chiudo le centraline
del gas e dell'acqua corrente
spengo l'ultima luce nel salone
sortiamo, e richiudo il portone:
non piove ancora a dirotto
ma scende un brutto acquazzone.
Metto il bolide in moto
e parto mezzo sparato
e se son fortunato
trovo la strada deserta:
col parabrezza appannato
la tangenziale imbocco
e arrivato al casello
trovo tutto allagato
e all'unico sportello
è una fila da schianto:
mi sporgo a curiosare
ma non c'è via di sbocco.
Calmo ti devi stare
dice mia moglie a lato:
che cosa ci vuoi fare
se ci hanno anticipato
sul piano programmato?
ma son rimasti fregati
perché si son beccati
un'ora in più di bagnato.
Intanto s'è allungato
il serpente gommato:
ognuno avea pensato
di viaggiare isolato:
piove ancora a dirotto
sul piazzale allagato.
Quanto tempo è passato
sperando, fiduciosi
che schiarisse d'un tratto:
e abbiamo atteso nervosi
finché l'acqua è cessata
che ormai l'alba s'è fatta.
Non sono solo adirato
ma sono inviperito
per la sfiga incocciata:
ora, se ho ben capito
qualcuno è già passato
oltre lo sbarramento.
Provo a mettere in moto
e alla marmitta intasata
per l'acqua che ha bevuto
le scappa uno starnuto:
e col motore spento
rimango lì, fottuto:
ma non mi do per vinto
e riprovo, cocciuto:
giro la chiave di scatto
sul quadro del cruscotto
e il ruggito già sento
del bolide potente.
Albergo cinque stelle
cucina alla francese
si mangia tutto in bianco:
bavettine alla crema
sughetti e besciamelle
puoi scegliere al bancone
fornito di animelle
di zucchine ripiene
di frittelle alla panna
e frattaglie di pollo
rognoncini glassati
e omelette alla flamme.
Ma di spaghetti al dente
che sapevan di arselle
rosolate in padella
non si è saputo niente:
e insieme al pesce fresco
pur la bistecca è assente
per chi sta qui presente:
"un sorbetto alla menta?"
mi chiede sorridente
un cameriere eloquente:
lo guardo un po' stizzito
ma non fiato e sto zitto
la mia verve si è spenta
ma la foga è costante
e ormai sono già stanco
della vacanza fetente.
Cerco di rilassarmi
facendo una nuotata
e un tuffo, per distrarmi
dalla noia stressante:
non che manchi lo svago
c'è la sala da gioco
il veglione danzante
col liscio figurato:
c'è il karaoke perfino
e il comico truccato:
si balla pure il flamenco
con la chitarra solista
e c'è tanta richiesta
per un abile artista
dell'occulta magia:
ma io non mi diverto
e fumo come un turco
e mi sento osservato
come quel condannato
in soggiorno coatto.
Col fegato ingrossato
il week end è terminato
e fagotto rifaccio
caricando a casaccio
fino all'ultimo straccio:
"ma non parto di notte
in maniera cretina"
dico a mia moglie a lato:
"partiamo di mattina
col sole già levato
e sostiamo in un prato
per fare uno spuntino".
Parto di nuovo sparato
pigiando sul pedale
e m'accorgo d'un tratto
del traffico intasato:
"forse fanno un ritoccco
sull'asfalto sbucciato
sarà cosa da poco"
mi ripeto già urtato.
Mannaggia alla pupazza
e alla sventura sozza
non son lavori in corso
che han bloccato la corsa
e intasato il percorso
senza troppe risorse.
Lascio il bolide in sosta
in colonna invischiato
e a saltelli mi sposto
sulla zona implicata
e da me stesso noto
un mucchio di rottami
e lamiere contorte
e vetro sbriciolato
di fari e parabrezza
da occultare l'asfalto.
Rimango un po' scioccato
per la sciagura immane:
mi sento sconsolato
e ormai sono bloccato
chi lo sa fino a quando
e mi sfogo fumando.
Sto scaricando il bagaglio
dal bolide vistoso
di souvenir stipato
che mia moglie ha comprato
con giudizio infondato:
un cestino di paglia
e un pendolo costoso:
una conchiglia di Giava
che da tempo bramava:
una piccola sveglia
e una grossa tovaglia:
i dardi col bersaglio
e un enorme ventaglio
tutto dipinto ad ilio
che troverà l'appiglio
sulla parete del bagno:
non ho preso un abbaglio
e son del tutto sveglio
e il fatto non mi coglie
colmo di meraviglia.
Qualche giorno è passato
dalle vacanze in riviera:
sono già rilassato
ma rimango esitante
come se in qualche modo
mi avessero gabbato.
Non c'è più la bufera
e quando vien la sera
esco nel terrapieno
e guardo il cielo sereno
di stelle tappezzato:
e sto intrecciando un nodo
per uscir dall'impaccio
del bizzarro capriccio
del viaggio organizzato
per l'andata e ritorno
in modo intelligente:
per tener bene a mente
così come era andata
la geniale bischerata.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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