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Sociale 21 settembre 2017 · lettura 1 min · 2829 letture

Oltre il mio dolore

Antonio Biancolillo 436 poesie pubblicate
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Seduto sulla soglia dei giorni in compagnia della mia ombra distesa qui accanto... vaga e burlona a scrutare un deserto d’anime solitarie ove m’aggiro viandante per la via di un destino contro il male freddo di un vento amaro. Vedo ben chiaro quello che è fuori di me, anima in pena e sudate paure... dritto e rovescio. E quel che sono... l’ombra lo esprime bene. Creatura strana la sua forma più agile di me, vaga nella sua finzione... sa qualcosa di me che io non conosco e la guardo in silenzio per scoprire il segreto del movimento giusto delle parole e dei miei passi... verso l’ansioso cercar d’orizzonte il mio aquilone colorato di stupidi sogni al di là del pensiero... oltre il mio dolore.
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Sul tema della disabilità e del disagio sociale. PREMIO DELLA GIURIA CITTA’ DEL GALATEO 2017 MENZIONE D’ONORE 3° Premio Letterario Bona Sforza - Capurso 2018

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Antonio Biancolillo
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


poesia che entra nell’anima! elogi (Stefana Pieretti)

Commenti (19)

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Luciano Capaldo21 settembre 2017

Spesso chi vive nel disagio fisico o psicologico o sociale non è più solo di quanti, come piccoli automi, vagano in un deserto di solitudine avvolti da un’aria di finzione o di reale falsità. Mi ritrovo in questa descrizione. Accompagnano questi versi sentiti ed ispirati immagini eloquenti che catturano il lettore. Molto apprezzata.

Giuseppe Vullo21 settembre 2017

Una poesia che parla di disagio ed handcap, io che in epoca giovanile ho lavorato come ricercatore presso la cattedra di neuropsichiatria infantile, oltre avere lavorato nei reparti di psichiatria di etc. Non sto qui a decantare la mia vita professionale ed il mio curriculum di medico specializzato in neuropsichiatria. Casistica di malattie con pubblicazioni. Etc. purtroppo spesso c’è sempre il cittadino incivile ed insensibile che mal sopporta l’handicappato con i suoi diritti, come capita anche nella mia città vedere occupato il posto auto riservato. Cmq encomio per il tema e per la padronanza di scrittura. Sef

Umberto De Vita21 settembre 2017

Un nugolo di versi interessanti come omaggio ai disperati e anime in pena che soffrono. Il poeta con la sua sensibilità, ha pensato bene di ricordarli con una bella lirica che gli fa onore.

e
emiliapoesie3921 settembre 2017

premio meritato, per espressioni e immagini, vagano ombre oltre il dolore, oltre l’esistere il pensiero aquiloni impazziti nel disagio fisico e psicologico problema sociale della solitudine... argomento ben sviscerato...

Pagu21 settembre 2017

In compagnia dell’ombra, lei che sa tutto, oltre me, oltre il tempo e i sogni che diventano così banali di fronte al dolore che non vuole lasciare la mia esistenza. Un testo particolarmente profondo, riflessivo e malinconico che coinvolge e fa pensare. C’è tanto in questi versi, vita, sofferenza, quasi rassegnazione, come se tutto fosse così vano e, in fondo, ormai perso. Esiste una salvezza? Il Poeta la fa cercare a noi, nel nostro cuore che vorrebbe ancora amare quei sogni che dovrebbero essere speranza. Un’opera davvero bella che ho molto apprezzato. Il mio elogio.

Giacomo Scimonelli21 settembre 2017

Argomento non semplice e molto sentito... la disabilità e il disagio fisico e psicologico conducono le persone alla deriva verso un mare di solitudine... sensazioni che colpiscono il lettore fin dalla prima lettura... versi ben scritti dove la sofferenza si può toccare con mano... mi ha colpito in particolare questo verso: ’’ E quel che sono... l’ombra lo esprime bene...’’ Poesia molto apprezzata

Sara Acireale21 settembre 2017

Quante anime lottano contro un vento amaro? Sono soggetti deboli che andrebbero protetti per dare loro una chance, per superare lo scoglio che li separa dagli altri. E invece... assistiamo a una totale indifferenza da parte delle istituzioni e da un muro di incomprensione da parte della società. Davanti a un portatore di handicap siamo colpiti dal suo dramma più evidente cioè dal suo stato fisico. Non ci soffermiamo sui problemi psicologici che questo stato comporta. Questo tipo di atteggiamento è deleterio. Bisogna cercare di capire la sofferenza e il senso di solitudine che prova l’individuo con handicap. Nei casi più gravi la disabilità non può essere solo un problema della famiglia, ma dell’intera collettività. Molto apprezzata

Giovanni Ghione21 settembre 2017

"scrutare un deserto di anime solitarie" è Il quotidiano pensiero di chi vive nella disabilita’ e nel disagio sociale l’Autore interpreta con versi profondi e veritieri che raggiungono Il culmine nella magistrale chiusa per chi non ha altro che Il pensiero e Il dolore. ELOGIO!

Patrizia Ensoli21 settembre 2017

E quel che sono ... L’ombra lo esprime bene. Ecco il verso che mi colpisce di più, l’ombra è la figura che proietta l’essere libero oltre il corpo che non identifica l’Essere interiore. Sa qualcosa che io non conosco ... si muove e fluttua senza nessun limite! Toccante e chiara, fin dentro il fulcro dell’essere!

carla composto22 settembre 2017

solo chi si trova nelle stesse condizioni può capire questo disagio che ci fa sentire soli in compagnia della nostra ombra una parte di noi stessi che ci vive accanto dandoci un disagio fisico e psichico non indifferente ...giorni tutti uguali nel buio della nostra mente Versi importanti apprezzati e sentiti il mio elogio al poeta che ha trattato con maestria un tema tanto importante

Nadia Mazzocco22 settembre 2017

Mi ha commossa nel profondo, leggere questo poema carico di malinconia e dolore, ben si addice al mio sentire. Condivido ogni singolo verso, dà risalto alla grandissima sensibilità del poeta. Immensamente bella anche la chiusa. Il mio elogio.

picciro22 settembre 2017

Immaginare il mondo, luogo di pena e di anime vaganti, continua lotta contro tutto il male che ci circonda, come tutto intorno la realtà ci costringe a vedere. In questo navigare sconfinato, l’ombra di noi è più lesta, va come in avanscoperta e dunque essa sa più di noi, per come tutto evolverà in divenire. Fermo immagini evocative, usate dall’autore che ben rendono il senso del nostro vivere, ma quell’aquilone di "stupidi sogni", a testimonianza dell’atavica esigenza umana, lascia una traccia felice da seguire, sulla quale depositare i nostri passi, nel tentativo d’un vivere migliore! Una sequela di versi ben architettata e molto apprezzata! I miei più sentiti complimenti al poeta!

Anna Di Principe22 settembre 2017

Il nostro arcobaleno di sogni diventa piccolo se assistiamo alla solitudine e al disagio vissuto da numerose persone... il valente Poeta versifica questa tematica sociale con estrema delicatezza e con una certa amarezza, ma evidenziando la profonda indifferenza soprattutto da parte di coloro che, invece dovrebbero provvedere a creare ponti di solidarietà e amore. Un tema molto apprezzato ...elogio e stima per una Poesia di spessore!

Francesco Rossi22 settembre 2017

Percepiamo in quel seduto sulla soglia, in questo caso il poeta prende il sogno come punto centrale, ma potrebbe essere pure qualsiasi altro aspetto visto la delicatezza nel porsi, del resto aggirarsi viandante per la via di un destino equivale, se vogliamo, a una ricerca spiccata e profonda della nostra interiorità che spesso deve fare i conti con la nostra ombra ma non solo, spesso bisogna fare i conti con l’indifferenza, quindi io in quel "al di là del pensiero oltre il mio dolore" mi ci ritrovo appieno e in piena sintonia con questo percorso ideale e poetico legato dalla sensibilità oltre che dalla bravura dell’autore.

F
Franca Mugittu24 settembre 2017

Versi che richiamano ad una maggiore attenzione per coloro che sono "anime" sensibili, vive ma prigioniere di condizioni difficili. Elogio al bravo poeta per questi bei versi e la sensibilità nel trattare un argomento così profondamente umano.

L
Loreta Salvatore25 settembre 2017

Una tematica delicatissima affrontata con grande equilibrio e sensibilità tanto da creare una forte identificazione con la vicenda umana di valore universale di chi soffre e vive con estrema solitudine la dimensione del dolore. Essere viandante in una dimensione di estraniamento è la triste realtà di chi prova angoscia in un mondo che rifiuta l’altro. In questo viaggio inconsapevole verso la meta il singolo è desolatamente lasciato nella sua condizione alienante, quasi come condanna dell’essere diversamente abile. Immagini vive e nitide si stagliano in una rappresentazione drammatica del vissuto, creando partecipazione commossa del lettore. Opera preziosa in tutti gli aspetti.

Rosanna Peruzzi25 settembre 2017

Quel mondo là fuori che sembra irraggiungibile che porta i colori di aquiloni... Metafora di sogni sospesi in quel vuoto che è dentro l’anima di chi sa dove sono i propri limiti... In quelle barriere fisiche che non si possono oltrepassare... Con la mente e col cuore è vero si può addirittura volare... Ma la realtà dei giorni d’oggi spesso è di ostacolo e rimane dentro quel dolore, quello sguardo perso ad osservare la propria ombra invidiandola. Versi che toccano il cuore per sensibilità e delicatezza.

M
Mau03582 ottobre 2017

Difficile non restare colpiti da questi versi: sensibili meditati profondi e partecipi. Vera prova d’autore!

Rita Minniti22 ottobre 2017

Versi che colpiscono profondamente sin dalle prime immagini, versi che non nascondono il dolore profondo in essi racchiusi, laddove la diversità di essere si tocca con mano. Una diversità che non deve confondersi con l’amore, con quello che un’anima ha dentro, con quello che il cuore sa comunque esprimere. Come un’ombra, la descrizione di ciò che non può apparire e di ciò che è apparenza agli occhi degli altri, ma non agli occhi di chi vive, di chi respira, di chi lotta per sentirsi fiero di esserci, per sentirsi una parte importante e infinita dell’universo. Un universo che guarda con attento stupore e amore e soprattutto con gli stessi occhi tutte le anime, tutti i cuori che battono.