Io e i matti, aspettiamo fuori
Giuseppina Di Noia
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Forse i matti
son quelli che si affidano al mondo dei sensi,
che rendono tangibile l’invisibile,
che si lasciano totalmente avvolgere dalla visione
e non dalla realtà.
Forse è questo il mondo dei folli,
i visionari, attraversato dai sensi,
oscillazioni solitarie,
profondità scandite senza tempo,
nel tempo unico di dentro,
che singolarmente incide sulla pelle,
disegni e cicatrici,
carezze e passioni.
Un delirio sublime
che tormenta e innalza
nella più totale solitudine di un cuore,
un’anima, una mente
che pensante si accende
sovrastata da ciò che non è ragione,
e inseguita come una fede
in un mondo materiale
come un braccio amputato
perseguitati dal formicolio
a ricordarti che non c’è
nella sensazione disperata della mancanza.
Forse i matti
fanno strano, spaventano
gli si sfugge, razionalità cinica
che baratta voli meravigliosi
per cadute rovinose.
Forse i matti preferiscono
ma si, andate, andate tutti
sul tappeto magico nella fabbrica di manichini,
io e i matti aspettiamo fuori
è che preferisco bruciare in volo,
come la fenice, consumarmi al sole,
perdermi totalmente nei miei sensi,
odio i corpi assenti,
ho bisogno d’anima e di sentimenti.
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L'autore
Giuseppina Di Noia
Commenti (1)
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Vito Marco Giuseppe23 settembre 2017
... odio i corpi assenti, ho bisogno d’anima e di sentimenti. Che meraviglia, mi piace assaje... Il mio elogio.

