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Poesia 23 settembre 2017 · lettura 2 min · 982 letture

Io e i matti, aspettiamo fuori

Giuseppina Di Noia 232 poesie pubblicate
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Forse i matti son quelli che si affidano al mondo dei sensi, che rendono tangibile l’invisibile, che si lasciano totalmente avvolgere dalla visione e non dalla realtà. Forse è questo il mondo dei folli, i visionari, attraversato dai sensi, oscillazioni solitarie, profondità scandite senza tempo, nel tempo unico di dentro, che singolarmente incide sulla pelle, disegni e cicatrici, carezze e passioni. Un delirio sublime che tormenta e innalza nella più totale solitudine di un cuore, un’anima, una mente che pensante si accende sovrastata da ciò che non è ragione, e inseguita come una fede in un mondo materiale come un braccio amputato perseguitati dal formicolio a ricordarti che non c’è nella sensazione disperata della mancanza. Forse i matti fanno strano, spaventano gli si sfugge, razionalità cinica che baratta voli meravigliosi per cadute rovinose. Forse i matti preferiscono ma si, andate, andate tutti sul tappeto magico nella fabbrica di manichini, io e i matti aspettiamo fuori è che preferisco bruciare in volo, come la fenice, consumarmi al sole, perdermi totalmente nei miei sensi, odio i corpi assenti, ho bisogno d’anima e di sentimenti.
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Giuseppina Di Noia
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Commenti (1)

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Vito Marco Giuseppe23 settembre 2017

... odio i corpi assenti, ho bisogno d’anima e di sentimenti. Che meraviglia, mi piace assaje... Il mio elogio.