Fremiti acidi

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia
Commenti (3)
un tema sociale ben trattato dall’autrice troppe donne violate maltrattate ...versi intensi che prendono il lettore in una mirabile chiusa elogio
Inizialmente tanto amore... quella luce che illumina il cuore e poi improvvisamente segnali inequivocabili di un uragano... una tempesta che sconvolge la vita di chi credeva in questo sentimento ... si diventa presto vittima e il silenzio rende l’esistenza soffocante e priva di luci e colori... scende un buio pesto ad avvolgere chi soffre ...ma reagire è obbligatorio anche se scatena la furia nella mente del mostro che non accetta di perdere il suo giocattolo... come scrive la sensibile Autrice risalire la china è possibile... difficile ma possibile... violenze fisiche e psicologiche non cessano e purtroppo le pene mai certe e ridicole aiutano questi mostri ad andare avanti ... versi profondi e veritieri che commuovono
La violenza sulle donne non ha fine, non ha tregua anzi sembra che il triste fenomeno è aumentato. All’inizio sono rose e fiori ma poi tutto si frantuma, si sgretola e l’amore diventa malato. Il dottor Jekill si è trasformato in mister Hyde. Un amore malato però, non è amore: è dolore, è tanta sofferenza... Si tentano mille giustificazioni, si cerca di cambiare il comportamento aggressivo e violento del partner. È tutto inutile, la violenza aumenta in una escalation senza fine. Sarebbe buona cosa, per la donna, allontanarsi in tempo perché il violento non cambia, anzi la sua violenza aumenta ogni giorno di più. Spero in leggi più severe e in una rete sociale più sicura per le donne vittime di violenza fisica, verbale e psicologica.



