Falsi d’autore
Non ho amore, non ho rancore
in questa storia di raffronti
di falsi d’autore,
pensier leggero che affondi
nei sospiri aneliti
di misteri roventi.
Accusi il giusto di tradimento
sorridi al ladro che si avventa
sulle tue mani miti.
Ora non riconosci
l’ombra e la sponda
barcolli incerto nei rifugi
delle ignote lacrime versate
sul viso crudo di un bandito
ben curato e ben vestito
ti presenti alle porte
degli spovveduti occhi inermi
stanchi dei desideri affranti
mormorano frasi fatte
nel vuoto lugubre dei rimpianti.
Non ho gioia, non ho dolore
in questa sfida di primi attori
di orsi giganti lungi da me
il serrato blasfemo
del perdono misero di un lago
quando al fianco del peccato
ho camminato lodando
il vanto di esserti fedele
e qui morir di effimero
nel sangue a finirmi
che mai ho assaporato
l’ultima vittoria tua di succube
detrito lasciato a naufragare.
©
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