Ricordi
Metodico ormai mi soffermavo
sull’angolo, a lato della porta
laddove da piccino dimoravo:
e mi chiedevo se si fosse accorta
che mi piaceva tanto e che l’amavo:
ma lei usciva sempre con la scorta.
Dietro la stretta finestrella
di nascosto spiavo ogni mattina:
ella appariva ognor come una stella
e soffrir mi facea come una spina
la mia dirimpettaia molto bella
e la guardavo scostando la tendina.
La vedevo nei sogni molto spesso
ma privo di, emozioni mi lasciava
e mi risvegliavo assai depresso
sapendo che lei non mi pensava:
l’avrei sognata ancora, appresso
ma la speranza ormai si diradava.
Intanto la pazienza si stancava
e non trovavo più tanto coraggio
sapevo che di me non si curava
e capivo qual era lo svantaggio:
il tempo piano piano se n’andava
senza ottenere alcun messaggio.
La storia non finì portando il saio
e neppure indugiando fuor dell’uscio
scansavo la finestrella del solaio
e provai ad uscire dal mio guscio:
sentivo il cuore mio sempre più gaio
e non solevo frequentar lo struscio:
coglievo tante "rose" nel rosaio
poi, pigliavo palle di striscio.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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