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Poesia 27 settembre 2017 · lettura 2 min · 737 letture

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Metodico ormai mi soffermavo sull’angolo, a lato della porta laddove da piccino dimoravo: e mi chiedevo se si fosse accorta che mi piaceva tanto e che l’amavo: ma lei usciva sempre con la scorta. Dietro la stretta finestrella di nascosto spiavo ogni mattina: ella appariva ognor come una stella e soffrir mi facea come una spina la mia dirimpettaia molto bella e la guardavo scostando la tendina. La vedevo nei sogni molto spesso ma privo di, emozioni mi lasciava e mi risvegliavo assai depresso sapendo che lei non mi pensava: l’avrei sognata ancora, appresso ma la speranza ormai si diradava. Intanto la pazienza si stancava e non trovavo più tanto coraggio sapevo che di me non si curava e capivo qual era lo svantaggio: il tempo piano piano se n’andava senza ottenere alcun messaggio. La storia non finì portando il saio e neppure indugiando fuor dell’uscio scansavo la finestrella del solaio e provai ad uscire dal mio guscio: sentivo il cuore mio sempre più gaio e non solevo frequentar lo struscio: coglievo tante "rose" nel rosaio poi, pigliavo palle di striscio.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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