Amarcord
In autunno
le giornate piene di addii e arrivederci
c’è chi parte con famiglia allargata
chi in compagnia del lutto
L’aria affettata dal freddo
e il sole un termometro sulle facce
tra febbre residua d’estate e brividi paventati
Vibrano i rami
come a far durare breve il dramma,
alcune foglie resistono
e tra scheletri sembrano
bandiere di pirati senza bottino
Tanti colori
al trapasso del declino
spaventato dal capolinea
ove scarpe e copertoni
invano a stiparlo
I frutti fanno biglietti per le bocche
sognando per i semi il paradiso degli sputi
su ernie di terra benedetta
Giocano a scacchi sul sereno
le nuvole e si mangiano tra loro,
ingrassate fanno avance al sole
ormai sedotto da lontani calendari
Un tuono, gong ad azzerare e ripartire
e qualche ombrello a stendardo
di festosi podi e amarcord
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