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Poesia 4 ottobre 2017 · lettura 6 min · 593 letture

Saint Benedict Markt

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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fu edificato nel secolo passato sul finir degli anni cinquanta il tanto amato civico mercato: e gli acquirenti che esso vanta in mente hanno il parere radicato di vederlo ogni dì di sana pianta. Circondato da strade belle larghe e di spiazzi adibiti per la sosta di veicoli, con svariate targhe si erge maestoso sulla costa il colosso dove vendono bottarghe e svariati tipi di aragosta. Il gran complesso in mattone rosso con ampi lucernai al piano terra e pur sul piano alto del colosso son testimoni del primo dopoguerra: se il sudicio dai vetri vien rimosso sembra di stare in una serra. Accedendo dall’ingresso principale oppure da quelli messi a lato nell’aria senti l’odore naturale del pesce, che la notte han pescato: e appena scendi le spaziose scale t’accorgi, quant’è vasto il mercato. Addossati ai muri circostanti vi son le rivendite assortite coi pesci ancora saltellanti: e quelle al centro son fornite di orate e di cernie fragranti che in breve verranno esaurite. "Tonno del nostro mare! dentice ancora vivo! e seppie con l’inchiostro!" grida un rivenditor giulivo: "vieni al bancone e te lo mostro!" grida un vecchietto espressivo: "squalo infilzato col rostro urla un ragazzo, evasivo. Sul marmo dei ripiani sistemati nel mezzo i gamberi nostrani che a gustar sono avvezzo: li comprerò domani se non salgon di prezzo. Dopo che ho fatto il giro resto meravigliato e di nuovo rigiro nei corridoi del mercato ed estasiato ammiro le varietà del pescato. "Anguille dello stagno e muggine ben esposto in salamoia a bagno lo mangio a ferragosto e in gusto ci guadagno con le sardine arrosto". Mi fan venire fame le fette di salmone e guardando il ventarme esposto sul bancone non son finite le brame osservando un cappone ben protetto di squame e di pinne a punzone. La scena è interessante perché la testa han mozzato a un pesce spada gigante e sopra un tonno han sistemato la spada, col muso sanguinante apposta per essere ammirato: e dice a voce chiara il buon mercante "questo è il miglior pesce del mercato". Assiepati vicino ai lunghi banchi fanno la fila tutti gli acquirenti per acquistar merluzzi e granchi: i pescatori raccontano contenti dei pesci pescati in grossi branchi che soddisfatti, rivendono ai clienti: sono gentili, seppure molto stanchi della notte passata ai quattro venti. Cozze arselle e bocconi devo ancora comprare perché son tanto buoni e han l’odore del mare: polpi, seppie e due verdoni scorfani e qualche fasolare un calamaro e un paio di capponi: ma se una buona zuppa voglio fare aggiungo un’anguilla e gamberoni e la zuppa è pronta da mangiare. Or mi è venuto in mente di visitare il primo piano evitando, le spinte della gente: sento ancora un grido da lontano mentre salgo le scale lestamente scansando qualche anziano: a dir la verità sono impaziente di veder qualche prodotto strano. Nel perimetro attorno vi sono i macellai: nel centro, ben adorno vi sono i verdurai e tutti vedono ogni giorno clienti in continuo viavai. Son bene esposte alle vetrine le carni con arte preparate: guantiere di tenere fettine e fette di pancetta ben pepate frattaglie d’agnello e testine trippe di manzo già lessate e cotolette comprese di costine bistecche di vitello disossate polletti da far con patatine e conigli, dalle carni risate. In bocca già sento l’acquolina vedendo sull’imponente vetrina le parti della groppa bovina: che sul camino della mia cucina al fuoco ci do una grigliatina e mangio la bistecca Fiorentina. Esposti, su tondeggianti formine gli Hamburger, di carne macinata: capretti, agnelli e lombate bovine porchetti con la pelle bruciacchiata appesi in bella mostra sono infine: sull’espositore attorcigliata salsiccia di pollo e suine: pancetta di vitello arrotolata e bistecche di puledre argentine: la bramosia s’è quasi soddisfatta col manzo per il brodo e le galline mancano solo frutta ed insalata. Rimango impressionato di quanto gande sia il piano rialzato lungo quanto la via: e quanto sia dotato di artisti in mercanzia: ti rifilano il frutto già bacato quasi da sembrare una magia. Le varietà infinite di forme e di colori di carote appuntite e di zucchine i fiori: spinaci e bietole assortite radicchio e belga per signori carciofi, dalle foglie brunite: patate, per poveri avventori copettone e lattughe ripulite: con i loro incantevoli sapori di semplici colori già vestite arance, finocchi, sedano e pomodori: vi son le uve fresche e le appassite e il mirto, dai portentosi valori: queste pregiate vivande saporite profuman l’aria di speciali odori. Trovi all’interno del mercato da vari androni attraversato ricotta, e formaggio salato ed del buon pesce affumicato: soffice pan di grano decorato e cavallo appena macellato trovi caffe ben torrefatto e pure dove vendo moscato: dolci sardi e torrone mandorlato e salumi dal gusto prelibato: prosciutti interi, ed affettato e scatole di tonno conservato se così tanta roba avrai comprato dovrai tenere il cinto più allentato. La borsa è quasi piena mancano la verdura con la frutta: melanzane e peperoni per la cena spinaci, cavolfiori e cicuta: legumi di ogni sorta prendo appena ma la scalogna resterà invenduta: ravanelli e limoni son di scena ma la borsa ormai l’ho piena tutta che a portarla riesco a malapena poi, ho terminato pure la valuta. Esco dal mercatone prendendo l’ ascensore ma c’è pure in funzione la scala mobile esteriore: chi scende con l’utile invenzione vede, davanti al piano inferiore le invitanti bancarelle del rione dai colori di un giardino in fiore. E’ il più grande mercato della Sardegna incantata: faccio un calcolo esatto di quanta merce è passata e vi darò il risultato alla seguente puntata.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano4 ottobre 2017

Ho dato un’occhiata, in Internet, a questo "Mercato di San Benedetto" di Cagliari, descritto con tanto amore e tanto colore dal poeta nella sua bella e lunga poesia con accattivanti rime: edificato nel 1957, è il più grande d’Europa, e si trova nel centro di Cagliari, in via Ortu. Ebbene, questa poesia è stata per me una specie di "madeleine" proustiana, perché mi ha fatto rivivere i quindici giorni gioiosi passati nel 1974 proprio in quel mercato (che magari allora non era ancora così grande), quando, recluta alla caserma "Monfenera", fui incaricato, insieme a un altro soldato, di aiutare un anziano e umanissimo maresciallo a fare la spesa viveri (soprattutto frutta e verdura) per la mensa della caserma.