Musa di miele

Tu che sei senza essere.
L’anima mia di te si ciba.
Insieme ad una luna d’agata
sorgi da corde di fulgido crine .
Nell’ebano di pensieri arruffati
come pettine di balsamo nuoti.
Carezzano le mani mie vivaci
le tue dita armoniose avorio.
Gote di mela fragorose e soavi.
Da gentiluomo il silenzio a te
lascia il nativo posto, e
l’umile orecchio sfacciata baci!
Musa di gesta e amori sprecati,
madre di sette garbate fanciulle.
Nasci su lastre di carta dritte,
vivi in fessure di cuore bramoso.
Remota Signora di un mondo muto
senza parlare doni parola.
Tu che accigliata senza chiedere dai,
quando il troppo mi pare il nulla.
Mentre il buio è logoro panno
come sirena truffi i miei sensi.
Musica, che di virtù ricopri la carne
offri il tuo miele a questo fiele!
©
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
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