Senza penna
Gabriele Della Cornia
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È da tempo che sono senza penna,
forse da troppo i miei altipiani verdi
non planano alti a far di stella la loro terra.
Ho sudato ogni carta, fotografando
ogni ruga, della vita d’ognuno,
amando quel tuo sorriso, che fecondo
nutriva un pane, figlio del nostro noi,
panacea e stella di ogni crepitio.
Quella penna fatta verbo, che vagabonda
cercando di riempire d’amore un sereno caos.
Questa è la poesia più scarna
scritta nell’aria a strofe d’anni,
con il cuore scalzo, davanti al mio senzatempo.
©
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