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Poesia 9 ottobre 2017 · lettura 3 min · 610 letture

Satira al peccato originale

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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In illo tempore, il nostro Creatore era un poco indeciso sul da fare e sentiva un leggero malumore: vinto il dubbio, fu rapido a creare l’eden, più bello di Pieve di Cadore e ad un gesto, la meraviglia appare. Cose belle, ne aveva fatte tante ma questa superava ogni bellezza e nella mente tanto esuberante l’idea balena, come soave brezza: qui ci vorrebbe un buon badante e mentre pensa, agisce con destrezza alita, e compare vicino quel gigante: era l’uomo, fatto con tanta saggezza. Fu munito di tutti gli attributi compresa la parola con l’udito: ora, disse Dio con toni arguti terrai questo giardino custodito: i frutti, potrai mangiarli tutti ma il frutto del melo è proibito: se mangerai di questi strani frutti perderai questo posto tanto ambito. Adamo, lo chiamava il nostro Dio so che ti piace questo posto ameno io ti ho voluto fare a modo mio ma se avessi sbagliato, non di meno riparerò prendendo un altro avvio: ti darò compagnia per star sereno. E quando l’uomo vede la compagna ringrazia tanto il signore: vivevano felici là in campagna finché il serpente tentatore disse ad Eva con vocina lagna non credere ch’io sia ingannatore mangiando questa frutta, potere si guadagna e diverrete saggi, più del vostro Signore. L’ingenua non si fece più tentare coglie la mela mentre Adamo appare e suadente, lo induce ad assaggiare: col melo, faremo un grande affare e non lasciarti ingannare da chi vuol comandare: ma mentre si accinge ad ingoiare gli resta il pomo sulla giugulare. Fu così che con stridere di denti chiama il Signore, ma non son presenti la vergogna li spinge a stare assenti: ma al richiamo, eccoli i due perdenti che coprendo le parti più evidenti vengon scacciati via, i miscredenti. Ora sono angosciati i due badanti senza goder dell’ombra delle piante: lavorando, di sudore grondanti lui, alla compagna dice ansante: questo è il castigo per gli amanti e la vita, sarà molto pesante. Il buon Dio rimase molto male dei due che non avevano ubbidito: commettendo il peccato originale del giardino persero il diritto: ed è da quel peccato che risale l’origine di un mondo afflitto.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Ghignando, Satanasso dié la mela malignamente e in vezzi assai bugiardi; ridendo orrori sparse là, più tardi, l’oliaccio ardente suo i tapini pela.