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Sociale 9 ottobre 2017 · lettura 1 min · 1317 letture

Sciocca fragilità

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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C’è qualcosa di vero e ci tocca adesso che, non vediamo più niente. Qualcosa di grande come la pioggia perduta dal cielo incastrata ad ogni betulla. Febbre o follia, nei solchi profondi affondati dal tempo. Non c’eravamo... eppure, (l’eco continua) C’è, e potrebbe essere l’ultimo dolore di quel parto immaturo o mio figlio invecchiato, tra i cardini dell’attimo dopo punto estremo di una luna smembrata. Un centimetro appena. Davanti ai cortili di polvere sconclusionati di fianco alla foglia, al suo ramo. Nostra la terra. Eppure, è grande il vagito; la sua fama, il mio ricordo.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (4)

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Sara Acireale9 ottobre 2017

"Febbre o follia, nei solchi profondi affondati dal tempo". Mi voglio soffermare su questo verso. Sono solchi profondi, rughe dell’anima che attraversano il cuore. Sono febbre o follia (o forse tutti e due). Chissà! Certo la terra è nostra, dobbiamo rispettarla ma l’uomo non ha ancora capito.

Luciano Capaldo10 ottobre 2017

Nella nostra fragilità persevera la distruzione. Febbre invece che conduce alla follia, sicuramente. Siamo sordi verso la natura e verso i nostri simili. Bellissima

Donatella Pezzino10 ottobre 2017

L’anima come il fiume... fragile e folle, e ad un tempo eterna e profondamente vera. Nell’immenso silenzio.

c’è qualcosa di vero... ed è il miracolo delle parole, nel ricordo, nel racconto dei giorni, nell’amore. Stupenda poesia