Le tue bianche mani
Le tue bianche mani sanno
del pallore e del duro distacco.
Piangi?
È strano il pianger tuo ...
un’ombra sul muro si staglia
là ... in giardino
sei tu a mirar te stessa.
Ritornerai domani in sogno?
Forse!
Come àncora sul fondale affondi
tra i detriti dell’anima scavando
e del tessitor dell’ordito
cerchi un nome.
Non sai
né mai saprai
e dello scorrer dei fili ti chiedi ...
fin quando?
©
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