Il monito della terra

Così una tragedia la terra rammenta
di sangue ch’è scorso e ha tanto bevuto
dei fieri e gagliardi, giovani cuori
che certo costretti han combattuto.
Irta corazza col cuor di leone
o forse soltanto vello d’agnello,
candido, creolo oppure scuro,
innanzi nemico eppur sempre fratello.
Tremebonda, rammenta la gelida terra
gli scoppi improvvisi e i fuochi di guerra,
come lampi accecanti e rimbombi di tuoni,
laceranti e temibili ridondavano i suoni.
Agghiaccianti s’odon ancora le urla
strappate da labbra ormai gelide e mute,
sussulta la terra, ricorda e ci parla
rigurgito di dolore da tempo assorbito.
Albe negate e istupiditi tramonti
eran lacrime amare di spose e d’amanti,
su estesi campi dove ora regna la pace
mai più virgulti ma solo candide croci.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera15 ottobre 2017
Bellissima lirica a ricordare le brutali nefandezze dell’uomo capace solo di cruente lotte perpetrate all’insegna del potere l’uno sull’altro ed i più deboli muoiono!

