Fratello fumo
Fratello fumo, la cener s’accresce,
e l’igneo cuor tuo consumandosi,
sì bianco fumo denso se ne esce
che m’avvolge e pian pian va a rarefarsi.
La mente, sì similmente al fumo,
consumata dai tiri del fumante,
confusa annebbiata vien ansimante
poi subito la fronte incontra il palmo.
Il mal bianco che tutto m’ha coperto,
par che si riduca intorno agli occhi
gonfiando ancor più l’astio del momento
e così che ‘l mirar sino a quell’ore,
che parea perlomeno un poco retto,
s’abbandona al pensar del fumatore.
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