Goccia d'infinito
Sogno,
viaggiator cangiante,
nel sommo universal
perenne tempo,
che l’umana virtù,
assai feconda,
celata sgrava
e nasconde seco:
illegittimo tu
figlio non sei,
di chi d’amor ti culla
e ardir non trova,
d’aprir lo monno
del prigioniero senno
che t’opprime.
Fuggi,
a deliziar la speme,
ché l’avverar non teme
il vivo incanto
d’un pudor che s’apre:
va, il passo appresta,
l’aere t’attende,
offreti l’alba
d’una vita nova,
ove felice
porterai il tuo pianto,
che libero sarà,
rugiada goccia
nell’infinito mar
dell’esistenza.
©
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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Paolo Ursaia14 novembre 2007
Raffinata poesia, in versi brevi, quasi onorica nel linguaggio; impressioni dell'anima, che l'anima colpiscono.
