Stasi d’edere
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
+ Segui

E poi se vieni
a portarmi un altrove
non lasciare spento un cantuccio
quel giro di parole
piccola stringa di una luce
sorretta insieme
una porta- finestra
in riva al sangue, devi aprirmi
al ritorno di una città
che gravita tra sé e sé
lobo d’un capestro, eppur carezza
al polso.
Ci si rimane in mente.
Bisogna viaggiare nell’incoscienza
delle nuvole, scalee di piume
da non calcare il peso
credere a stasi d’edere
più profonde, sul gelo.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
