Travestita da corvo
Erano i tempi duri del conflitto
all’inizio del secolo passato
quando il compaesano era partito
alla crudele guerra richiamato:
perciò sarebbe stato disunito
da colei che avrebbe sempre amato
e da brutti pensieri fu aggredito
perché Lei aveva un male complicato
e dal medico stesso avea sentito
ch’era molto dolente ad un costato:
parte con il cuore assai contrito
perché il male in Lei s’era aggravato.
Agli ordini ubbidisce il bravo fante
sfidando il nemico là sui monti
nei giorni della guerra sconcertante
tenendo d’occhio i valichi ed i ponti:
il fardello è disagevole e pesante
con le granate bisogna fare i conti
arrivan con effetto devastante
come fuga sfrenata di bisonti.
Non è quel pericolo costante
dove bisogna sempre stare pronti
a dargli quell’ansia sconfortante:
non sono i disagi ch’egli incontri
a rendere il dolore lancinante
ma perché non sa cosa racconti
del male, la donna sua distante
bella come il sole nei tramonti.
Quando si trova in avamposto
cerca di scacciare quei pensieri
si vuole innanzi ad ogni costo
strisciando col corpo sui sentieri:
ad ogni colpo, lui risponde tosto
e nel contrattacco agli stranieri
si sente coraggioso e ben disposto:
ma un giorno lo chiamano i corrieri
e gli porge il dispaccio il capoposto
che di gran malasorte son forieri.
Dall’angoscia però viene assalito
leggendo il dispaccio assai conciso:
non si vuol palesar così avvilito
ma la tristezza si nota sul suo viso:
sente il cuore fiacco e infreddolito
e lo sguardo privo di sorriso:
fra qualche istante sarà già partito
per un viaggio deciso all’improvviso.
Parte con la tradotta militare
sempre col cuore pieno di speranza
ma distante rimane il casolare:
lentamente alla sua meta avanza
camminando senza riposare
e dopo tanto, ancora in lontananza
il paesello natio, infausto appare:
mentre accorcia ancora la distanza
stanco di stare in piedi e camminare
si siede su un muretto in vicinanza:
prende un pezzo di pane per mangiare
ma un corvo becca via quella sostanza:
eran le dieci in punto e il militare
del fatto avrà per sempre rimembranza.
La corsa contro il tempo è terminata
e a casa trova i parenti a vigilare
e la gente, di dolore angosciata
che al male non poteva rimediare
le dice che ormai s’era aggravata:
non si sa dare pace il militare
per la scomparsa della donna amata
accede nel suo triste casolare
e vede la sua sposa addormentata
le mani giunte, come per pregare.
La bacia sulla fronte delicata
e socchiude gli occhi a riposare:
chiede a che ora se n’è andata
e le risponde mesta una comare
eran le dieci in punto ed è spirata
dispiaciuta di non poterti salutare:
disse che l’ora sua era arrivata
e che non ti poteva più aspettare
come se fosse stata già annunziata
e che sapesse bene dove andare:
ormai era da tempo preparata
per il viaggio che doveva fare.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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