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Poesia 24 ottobre 2017 · lettura 3 min · 676 letture

Travestita da corvo

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Erano i tempi duri del conflitto all’inizio del secolo passato quando il compaesano era partito alla crudele guerra richiamato: perciò sarebbe stato disunito da colei che avrebbe sempre amato e da brutti pensieri fu aggredito perché Lei aveva un male complicato e dal medico stesso avea sentito ch’era molto dolente ad un costato: parte con il cuore assai contrito perché il male in Lei s’era aggravato. Agli ordini ubbidisce il bravo fante sfidando il nemico là sui monti nei giorni della guerra sconcertante tenendo d’occhio i valichi ed i ponti: il fardello è disagevole e pesante con le granate bisogna fare i conti arrivan con effetto devastante come fuga sfrenata di bisonti. Non è quel pericolo costante dove bisogna sempre stare pronti a dargli quell’ansia sconfortante: non sono i disagi ch’egli incontri a rendere il dolore lancinante ma perché non sa cosa racconti del male, la donna sua distante bella come il sole nei tramonti. Quando si trova in avamposto cerca di scacciare quei pensieri si vuole innanzi ad ogni costo strisciando col corpo sui sentieri: ad ogni colpo, lui risponde tosto e nel contrattacco agli stranieri si sente coraggioso e ben disposto: ma un giorno lo chiamano i corrieri e gli porge il dispaccio il capoposto che di gran malasorte son forieri. Dall’angoscia però viene assalito leggendo il dispaccio assai conciso: non si vuol palesar così avvilito ma la tristezza si nota sul suo viso: sente il cuore fiacco e infreddolito e lo sguardo privo di sorriso: fra qualche istante sarà già partito per un viaggio deciso all’improvviso. Parte con la tradotta militare sempre col cuore pieno di speranza ma distante rimane il casolare: lentamente alla sua meta avanza camminando senza riposare e dopo tanto, ancora in lontananza il paesello natio, infausto appare: mentre accorcia ancora la distanza stanco di stare in piedi e camminare si siede su un muretto in vicinanza: prende un pezzo di pane per mangiare ma un corvo becca via quella sostanza: eran le dieci in punto e il militare del fatto avrà per sempre rimembranza. La corsa contro il tempo è terminata e a casa trova i parenti a vigilare e la gente, di dolore angosciata che al male non poteva rimediare le dice che ormai s’era aggravata: non si sa dare pace il militare per la scomparsa della donna amata accede nel suo triste casolare e vede la sua sposa addormentata le mani giunte, come per pregare. La bacia sulla fronte delicata e socchiude gli occhi a riposare: chiede a che ora se n’è andata e le risponde mesta una comare eran le dieci in punto ed è spirata dispiaciuta di non poterti salutare: disse che l’ora sua era arrivata e che non ti poteva più aspettare come se fosse stata già annunziata e che sapesse bene dove andare: ormai era da tempo preparata per il viaggio che doveva fare.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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