L’assedio

Sei qui che ascolti
qui per farti sentire.
Non batti il dito al vetro
come l’invadente ramo di sole
non rubi alle falene fuochi d’oro
non sfidi il tramonto con pretese di Re.
Sei neve d’ambrosia
trafitto con lame di quarzo
sorseggi vino per ubriacare il dolore.
Nella dimora cannella e cicuta
te ne stai seduto
su ghirlande rinsecchite
cercato percussionista!
Sospiri fumi vermigli
fiero e famelico come leone
ingoi rumore di silenzio.
Dove il buio ha rovesciato arcobaleni
in un prato di crine incolto
ecco il volto dei tuoi occhi d’ambra.
Perso,
in viaggi di chimera sopra nuvole di lino
tra tessuti in trama ferro
come baco da seta spilli di vita intessi.
Legato a catene di saporite speranze
coi polsi ceramica burro
quando il buio ancora non è stanco.
Vinci,
Nell’immenso del respiro
che disegna strane forme
in materia luccicante
fluendo nel tuo liquido rubino d’anima
invadendo terra assetata
assedi ogni astuta sperduta logica.
Cuore,
canta nell’alba
la tua vittoria.
©
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
Commenti (1)
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Marinella Fois25 ottobre 2017
versi che spennellata dopo spennellata, hanno dipinto un quadro che attrae il lettore, a cui non sfugge la logica ne la forma. Apprezzata la chiusa.

