L’azzurro
Avevo qualcosa da dire
ma l’ho tenuta dentro
con solo il cuore da sentire
e tutto il mondo contro.
Ho guardato sulla sponda
della mia vita, il tempo
amato e odiato ogni onda
tenendo sale nel grembo.
È stato scuro.
È stato sordo.
È stato muro
È stato morbo.
Lento il mutare
del mio cielo nero
e tempesta ha visto roteare
prima di schiarire davvero.
Sempre lì, seduta sui ricordi,
ho guardato me
e i tuoi occhi sordi
e ho capito il come.
Con le foglie del sottobosco
ho respirato silenzio
quello che poi, lo riconosco,
ha urlato senza essere sazio.
Ma l’eco giunge sempre
lì dove deve e allora,
sorrido al mio novembre
d’azzurro che l’anima divora.
Sono luce blu
per me e te,
e anche sola quaggiù
non temo più alcunché.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
B
Tutte le opere →
L'autore
Benedetta Di Nunno
Adoro scrivere per emozionarmi, perché fermo nero su bianco la magia di vivere. Felici o tristi, vale sempre la pena. Ho pubblicato un libro di prosa e poesia e cerco di farlo vivere. Ho conseguito un diploma tecnico di ragioneria e ho lavorato per ben 30 anni in un'azienda che ora ha chiuso. Ho 50 anni, sposata da
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!