Sul filo dell’inverosimile

Quante le strade praticate,
quanti ponti diroccati dentro,
quanto vento gelido contro,
quante ombre spente in tanto buio.
Vi fossero solo marciapiedi in fuga,
tendesse, la parola, archi d’incontro,
gettassimo fotoni di fiati caldi sulle controversie,
fossimo solo la tangente sulla curva del dolore.
Avessimo piedi su una scia di stelle,
raggiere d’occhi spalancate sugli smarrimenti,
mentre affoghiamo in un brivido muto di stupore
e ceste di dita fiorite senza elemosine.
Eppure sempre chiamano le strade
e vi sono ponti che resistono sugli sfaceli,
ridde di venti di vicinanza,
ombre ebbre di nostalgia a rasentare pareti senza diaspora.
E un crocicchio di linfe; promesse di germogli.
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L'autore
Anna62
Commenti (1)
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Francesco Rossi9 novembre 2017
Tangente sulla curva del dolore, basta e avanza per stilizzare una poetica pregna di contenuto.

