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Poesia 17 novembre 2017 · lettura 3 min · 665 letture

Bullismo

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Di solito, stanno sempre in branco perché sono vigliacchi di natura come codardi, dall’ardire stanco: da soli si sentono a disagio perché son vili e non hanno la cultura di ciò che può essere il coraggio: il capobranco che non ha giudizio spalleggiato dai suoi sostenitori alla tortura morale dà l’inizio dopo aver preso ben di mira il capro espiatorio, ancor novizio: esordisce, con pretestuosa sottigliezza a punzecchiare senza pregiudizio quel modello di garbo e gentilezza ma che natura con poca avvedutezza aveva privato di scaltrezza. Non danno tregua i viscidi aggressori fin quando la preda non è vinta in gruppo, son forti di vigliaccheria da soli, non han coraggio e non han grinta e se la fanno sotto, nella biancheria non appena ricevono una spinta o una parola, intrisa di energia: la loro verve viene come estinta e il sangue somiglia a un fondo tinta sfiorando quasi l’agonia. Ma in gruppo è diversa la faccenda per ogni stupido scherno del capoccia ridono a crepapelle i suoi seguaci: non bastan le parole sconce ma presto si arriva pure ai fatti e umettando un dito sulla bava lo stampano sul viso del ragazzo che diventando rosso come lava si sente maneggiato da pupazzo livido di vergogna e di terrore: ma non finisce qui il dileggio che intimorisce chi non ha coraggio. Uno dei componenti della cricca dimostrandosi giusto da pacchiano fa una giravolta su se stesso e arriva a toccargli il deretano: il giovinetto non è più connesso vorrebbe scappar via tanto lontano ma si sente umiliato e più depresso e una lacrima scende piano piano: colto da una flebile sfuriata tenta una difesa con le mani ma un codardo gli strattona il petto e un altro gli piazza lo sgambetto. Quanti adolescenti son periti non sopportando più certi misfatti e nell’intimo vengono trafitti: per lungo tempo sono stati zitti e han paura di non essere capiti: i genitori sarebbero sortiti dando sostegno forte ai loro amati: ma un giovinetto resterà umiliato per la millanteria subita e la vergogna lo esorta a stare zitto fin quando gli scoppia il cuore in petto ma non vuol compromettere i suoi cari. Un giorno troverete chi ha le palle brutti scarafaggi da strapazzo vorrei trovarmi li giusto alle spalle e dimostrarvi quanto io m’incazzo: a brandelli vi strapperei la pelle fino a venirvi le ferite gialle vi schiaccerei le cicche sulle ascelle per bruciare il vostro istinto folle vi spalmerei del succo di cipolle per sentirvi gridare come oppressi e quando avrete tutto il corpo a bolle vi dirò di non romper più le balle pur se si tratti di un codardo imbelle: Ora mi avete proprio rotto il "mazzo" vi spaccherei il C... e le mascelle ma forse, è proprio meglio che vi ammazzo.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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