Frutto
Nel canto delle allodole si coniuga un futuro da ingannare.
Lento, lento il mio corpo si tende nell’assopire.
Frutti di stagione insegnano a star bene con in bocca un fiore.
La diversità dell mia coscienza ammorba nell’anima scura.
Pregna di significato la mia corsa sulla radura.
E nel vento della poesia addolcisco il mutismo,
Inesorabile nemico del mio qualunquismo.
La fretta di andare avanti per concedermi un frutto,
mi fa ben capire che a volte devo pentirmi per non averlo colto.
Le guarentigie che mi tengono a freno non sono altro che inocqui rimpianti,
perché la fede la fa da padrone con i suoi melodiosi canti. Nell’ultimo ghigno dell’autunno ho conservato l’innocenza. Preda come sono della mia indolenza. Ricamo dei miei involuti disegni, recito la mia parte senza pagare pegno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!