Dicembre
Cover di stelle
replicano cieli bassi
elettrizzano desideri retroattivi
all’ennesimo rimando
Code di comete
a seguirle portano all’indifferenza
di sorrisi da scartare
lungi dal durare
Alberi imprigionati
processati da opulenze
condannati a mitigare
gelide umanità
con un calore antico
ormai solo su qualche foto
o negli occhi di un bavero
Scarpe pilotate dai pensieri
su piste a brufoli vetrati
vanno verso podi
che l’anima non premia
e li rimanda ai box
di mimiche corrugate
In qualche posto
farfalle bianche danzanti
liberate dagli angeli
nell’unico volo
si compattano al suolo
stirate a binari da slitte
e pagine vuote a monelli
scarabocchiate a dispetto
di rigori scolastici,
vidimate a premio
dal piscio di cani festanti
Nell’aria musiche d’adunate
ma ognuno si sente
unica nota importante
e a dimostrarlo con la mancanza
va via fiero per conto proprio
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