Tuona

Serra le ciglia spiga di grano.
Conosci la pioggia?
Hai odorato il vespro
quando l’aria vezzosa si versa sul corpo
profumo di terra smeraldo e tulipano ametista?
Dove il cielo fiordaliso si specchia in laghi di nuvola arruffata,
dove il bruno con veloci ginocchia eleganti scalza l’azzurro
e,
quando l’innamorato raduna i suoi baci in grondaia assetata,
lei nasce.
Quasi fosse gemma di lacrima vibrante
dall’occhio avventuriero che troppo mira la luce.
Quasi fosse florido petalo zaffiro vivo
su arida corolla ardesia passita.
Ogni goccia ricco oro d’anello diviene
sposa di tronchi rubati ad amata foresta!
Nel fumo bianco della valle stende velo appannato
dall’alto del Sole nascosto in castelli d’ansia di tuono
s’intravede strada di lago al sapore livido melma
nuotano forti braccia di ramo cercando lidi di terra.
In un mare leone che pare fuggire da gabbie di sabbia
tra i pieni seni di onde spumose in abito bianco
come l’ennesimo mozzicone di fumo lei si consuma.
Mentre scivola come benda di seta
su giovane crine di foglia magnolia,
la natura curva le labbra in anfore d’argilla
si brinda alla vita!
Squarciano il cielo artigli di lame affilati d’argento.
Tuona.
©
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
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