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massimo turbi
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guardai l ‘oceano con la vita che sfuggiva
fra le dita battute dalla burrasca incombente
e nei vicoli ombrati dalla nostalgia
rimembravo abbracciato al silenzio
l’indimenticabile follia solo di averti
per un istante ancora per l ‘eternità
guardai l’aurora bagnata dalla foschia
autunnale che tardava a dormire
e sognarti incastonata come un diamante
fra boccioli di seta e la rugiada
che vestiva il mattino incipiente
mentre le stelle danzavano per noi
guardai quanto sia profondo il tuo mare
quando lo struggimento prendeva il posto
delle rise di un tempo di trapassati ricordi
e come potrei viver senza baciar le vesti
che mi avvolgevano il sesso voglioso di te
e che riusciva a strapparr la carne
con soffocanti baci odorosi di mirto
guardai il divenire offuscato dalla presenza
del frondoso vento che schiaffeggiava
il completo blu che amavi tanto accarezzare
le sirene del porto ululavano tormentate liriche
e danzavo con i gabbiani intenti a procacciarsi
il pesce sfuggito dalle mani di pescatori erranti
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