Venere e Adone
Raffaele Scarano
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Il suo amore accarezzò i miei desideri,
e le poesie stipate frà i libri dei ricordi;
mi rapì il cuore: mi portò via i penseri,
m’imprigionò nella rete dei suoi sguardi.
Ed io la guardai giocare cullata dal vento,
mentre delicato il suo sorriso, mi sfiorò;
la novizia primavera le passò accanto,
e profumata la sua pelle, m’innamorò.
Nei miei occhi increduli si fermò il tempo,
petali di rose le sue labbra sotto la fresca
brezza;
lo strale di Cupido mi passò senza scampo,
ed io inerme m’abbandonai, alla sua fragile
dolcezza.
a Leila.
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Raffaele Scarano
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