Misi le radici dell’anima sul cuore
massimo turbi
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mi svegliai con il tuo sorriso addosso
attorniato da quei sussurri tatuati
nelle gocce di memoria e che mi spinse
a scriverti sui fiori dipinti
dalla brina del mattino
misi le radici dell’anima sul cuor tuo
mescolando con i piccoli frammenti di luce
l’avvenente beltà sismica delle fragranze
che raccolsi a mani giunte
sull’alba infinita in cui digiunai con un po’ di te
trafugai nei mille sogni rapiti
fra le lenzuola odorose degli umori tuoi
sorseggiando le paure allo scoccare
del countdown dell’orologio della vita
sentendomi perduto fuori dalla cinta del tuo mondo
brevi momenti brevi pause nel pensarti vestita
in quell’ abitino estivo in cui le forme
del seno prorompente usciva
dalla scollatura ampia di sensualità
in cui mi piaceva mordicchiare perdutamente
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massimo turbi
Commenti (1)
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avidadiva27 novembre 2017
Ma si può intitolare una poesia "Misi le radici"? Per non parlare della terzina in chiusura e, credimi, non certo per bigottismo…
