Il cielo sui treni
Franca Donà astrofelia
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Il cielo sui treni ha l’anima d’acciaio
la voce delle partenze e dei ritorni
quel non so che di nostalgia nel gusto
del metallo amplificato. Ha echi freddi
mitigati dagli abbracci sui binari, occhi
che non si lasciano mai andare, dopo
che il treno è già partito, ancora sono lì
ad inseguire il cuore, e te ne vai stringendo
come ci fosse la tua donna al fianco vuoto
la mano ancora calda, l’odore della stanza
mai lasciata e quel letto sfatto, una finestra
con il tempo chiuso fuori nel rumore della vita.
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L'autore
Franca Donà astrofelia
Commenti (1)
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Antonio Terracciano28 novembre 2017
Appassionato di treni fin da bambino, e discreto viaggiatore sulla strada ferrata da giovane, ho fatto parecchie riflessioni su quel mezzo di trasporto, ma mai così originali come quelle che la poetessa, in questa sua ben calibrata composizione in lunghi versi liberi, ci regala soprattutto all’inizio. Quel "cielo sui treni " che "ha l’anima d’acciaio" e quella "nostalgia nel gusto del metallo amplificato" sono, a mio avviso, delle immagini davvero significative, che forse accennano alla sostanziale estraneità della natura e del regno minerale dai precari sentimenti umani. Sono certo che, se fosse ancora vivo, Gianmaria Testa, il piemontese cantautore "ferroviere", apprezzerebbe molto questa poesia, tanto vicina alle sue corde.
