Da Palermo in su
Lascia ch’io m’arroventi
mordendo le tue labbra
di rosso ingentilite:
mentre il tuo viso guardo
avidamente accarezzo
gli zigomi sporgenti
e i tuoi occhi sognanti:
e il sangue che non mente
ribolle forte e attizza
la mia gagliarda mente
che corre come il vento
al desiderio carnale
che repentino sprizza
impregnato di brama.
Mentre gli occhi socchiudi
ancor più forte stringo
sul prosperoso seno
mentre ancora di baci
avidamente attingo
dalle labbra carnose
e voluttuoso cingo
le tue spalle formose:
ed ancor più m’inebria
il tuo profumo audace
che i miei sensi assopisce
dopo che il flusso affloscia
e senza forze lascia
anima mente e corpo.
©
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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