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Poesia 3 dicembre 2017 · lettura 1 min · 961 letture

Intima ispirazione

Matilde Marcuzzo 130 poesie pubblicate
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Liberati sono i titani del genio oratorio e della fierezza del vespro. Di carta è fatto il sole che sospiro. E vien giù da uno stillicidio di luce, la mia povera parola. D’acquerello son le acque che spaccano il tempo su monti dipinti. A valle dei miei fogli morti, decantata è un’ispirazione per il tuo tremore. E vien giù la sera, il sentimento mio si rasserena.
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L'autore
Matilde Marcuzzo

Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric

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Commenti (2)

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zani carlo4 dicembre 2017

Interpretazione molto particolare sul significato stesso di ispirazione... quasi fosse una condizione naturale che con la luce che si affievolisce la sera acuisce la sua presenza per liberare la fantasia e la volontà di ascoltarla.

Galante Arcangelo23 marzo 2018

L’ho sentita un poco come la poesia dei contrasti, ove vi sono il movimento, la stasi e il relativo lato buono che risulta nascere proprio dalle peggiori situazioni, suscitanti la nascita di concitate emozioni. Le parole scelte esprimono sentimenti freddi, in mutamento, i quali costruiscono immagini incisive e amare. Nel testo, come in una successione di palpiti, la verità di sé stessi, ossia il desio di restare fedeli al pensare proprio, emerge, alternandosi al buio di una "programmata" ispirazione. È la percezione toccante di nuovi modi di viverla, senza calore, aspri e difficili da digerire, dove, quell’emblematico pathos, non fa compromessi con nessuno!