Ora infine taccio
Saverio Chiti
2048 poesie pubblicate
+ Segui

Suvvia mio signore non alteri così la voce
l’amico mio, certo del suo rispetto, far difetto a lei non voleva...
è stato solo uno spiacevole equivoco, ma assai fine a se stesso
il tutto casomai è manchevole di nota
e non sia mai solo per il modo atroce
con cui desiderava porre termine alla sua misera vita.
Desideroso com’era d’apporre rimedio al torto
da lui subito, nel bel mezzo della confusione
scaturita per lo più da l’intollerante maniera
con cui lei si proponeva.
Certo ogni cosa ha di per sé un giusto equilibrio
basterebbe usare più la mente
anziché il braccio armato da quella voglia di prevaricare
il pensiero altrui e l’altrettanta vita.
No ma che dice...
io non sono che il paciere in questa ribellione
poiché vivo d’amore nel rispetto umano
e per il prossimo, qualunque esso sia.
Troppe volte il carro è stato messo a torto
davanti ai buoi della ragione
causando così solo inganni e intrighi a divenire.
Credo invece serva un giusto
affinché il condiviso cammino
trovi infine la retta meta.
Vorrei perciò mettere a riposo le mie membra
al fine che anche la mente possa tacere
per avere trovato quella delicata conciliazione
fra cuore e anima
e la pace regni così in ogni senno
ponendo fine a questa rivoluzione.
Ora taccio e mi pongo di lato
lascio a voi l’interpretato sogno
di un domani lieto da vivere in modo assai migliore
così semplicemente e senza clamore
donando però la scelta a ogni uomo
oltre il libero e giusto arbitrio in cui la vorrà finire.
Perché sa, caro mio signore
non tutti conoscono quel lato buio del triste dolore
dove la vita non ha senso
se non è possibile viverla con rispetto per essa
ma solo a piacer proprio di un semplice dottore.
Adesso l’amico mio è pronto a tracciare il passo
per chi un domani come lui vorrà cessare di soffrire
sperando che possa trovare un degno cammino
verso quel confine
che Iddio chiama inizio e mai fine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
