Naufragio di pensieri
Naufraga la mia ombra tace
capelli di paglia al soffio del vento
battono il tempo.
Il chiarore s’inerpica sulla nera pietra
e le stagioni mute vanno.
Portami da bere per favore
stasera brindo.
Ho sete di memorie
di voci e di volti del mio ieri.
Rughe verdi e calli rinsecchiti
la vanga ha lasciato i suoi segni.
Dribbla tra i vicoli la mia voce
e la notte copre ogni cosa.
Sarà duro il risveglio domani
come una piazza che s’illumina
senza neanche quattro gocce di bellezza.
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Commenti (1)
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Triste4 dicembre 2017
"Ho sete di memorie di voci e di volti del mio ieri" Un nostalgico canto proprio di ogni uomo che se guarda indietro, sgomento per non poter più vedere le persone amate... Una inestinguibile sete del passato, invano mitigata dal brindisi, mesto, per ciò che si è perduto.

