D’artiglio o d’ala
Diego Bello
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S’accende il buio, pulsa
di velluto, una lanterna al vento
scintilla intermittente
su rughe d’afa.
Svanisce, si fa scia
morde memoria
e l’ancora alla gogna
del tempo che è passato.
Scavo la terra molle ove s’incava
s’apre all’aratro, trema
dell’umidore zolla
e s’addormenta il seme nella culla.
L’alba s’affonda come nebbia
il corpo teme
ché l’anima s’è persa
dentro la scia.
Ma non si ruba il petalo
passito, corre
le vene
d’artiglio o d’ala.
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Diego Bello
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