La falciatrice
Gira la morte, sta sempre in giro
non si ferma un istante
e non si fermerà giammai:
bighellona, fra tenebrose vie
o fra strade affollate
nei sobborghi o nel centro
delle città opulente
e nondimeno nel piccolo villaggio
che fino a quel momento
perenne fu la pace.
Gira, sorella morte
in cerca della presa da adescare
che inconsapevole e ignara
di quanto il destino gli ha serbato
cerca di scansare, inutilmente
la perfetta trappola imminente
ma che purtroppo ormai
non ci può far più niente.
Vigliacca, ghermisce la sua preda
nel momento, che la vita innocente
averte lo stato di tormento
e cerca invano la sua via di scampo
dal colpo avuto a tradimento
e che pensa, giusto in quel momento
non convinto d’essere già vinto
che tutto si aggiusta con il tempo.
o morte! che l’esistenza distruggi
di un papà, di una mamma
di un fratello adorato
di un amico sincero:
non ti curi del fatto
che nessun essere ti ama
ma diventi l’orribile sparviero
che pure il prode disarma.
Morte! che porti braccia forti alla sconfitta
perché non cogli i vecchi rattrappiti
che stanno aspettando il tuo verdetto
come il più bel regalo della vita:
non essere crudele con chi spera
di allungare alquanto la sua gita
ma cerca di ricordare d’ora in poi
che ciò che natura ci ha donato
è una cosa che appartiene a tutti noi
e questo bene che Dio ci ha elargito
e che fu da tutti noi gradito
non ha bisogno di eroi.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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