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Poesia 24 dicembre 2017 · lettura 1 min · 564 letture

L’estro fugace

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Repentino e fugace, l’estro concede poco tempo: come fulmine appare si presenta all’istante a all’istante svanisce: attraversa la mente lasciando traccia evidente di ciò che detta il maestro. Rapidamente annoti con la vecchia matita la frase percepita dalla tua mente acuta e affidi alla scrittura le parole intuite mentre l’estro dettava improvvisando il sunto: e la mente esortava a sfruttare lo spunto con vocaboli adatti a completare il canto. Il genio sovrumano dall’ acume evoluto tendendoti la mano darà solo un bozzetto all’artefice umano: per renderlo perfetto il tuo poema arcano userai l’intelletto: così disse il maestro pria che svanisse l’estro.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano24 dicembre 2017

In questa pregevole poesia, con numerose piacevoli rime, il poeta sottolinea con forza e sicurezza una delle principali caratteristiche della scrittura poetica, da me già evidenziata altre volte: l’ispirazione (quasi divina) nasce all’improvviso, spesso in momenti inaspettati, e bisogna essere attentissimi a coglierla, a memorizzarla per appuntarla al più presto; ma poi è la nostra razionalità a doversi mettere all’ opera, per completare con pazienza la poesia (la sua parte senz’altro più corposa) .