Muore e rinasce il tempo
D’umana ipocrisia già tumescente
s’accascia il giorno che oramai dispera
di rischiarar coscienze e tristemente
muore all’abbraccio dell’amica sera.
Brillar divino d’incantato cielo
s’accinge a veglia per il dì cessato
come carezza di lucente velo
avvolge il non ritorno nel passato.
Muto si fa il fragor, l’ora silente
al meditar s’avanza pigra e sdegna
ché a trascurar virtù l’umana gente
d’interminata tenebra sia degna.
Ma notte è culla di perenne rito
che trova ancor pensier d’innominato
a offrire amor d’un animo pentito
per nutrir giorno che si fa neonato.
Così l’alba s’accende in un vagito
che di speranza irraggia l’universo
un tempo nuovo ieri ha partorito
concepito per noi da Eterno Verso.
©
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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