Prodromo di me

Abbisognante d’ abbracci
m’abbandonai al vagheggio
deliberando in sogni desti
l’inutile giostrare delle parole
lungo versi d’amore e di dolore
Fu allora che folgore mi colse
facendosi coscienza e prodromo
della carezzevole menzogna
che m’ingannò poeta
Ora il verseggiare giace immobile
nelle pagine ingiallite dal tempo
e tutto l’intorno luttuoso tace
mentre l’ultima goccia d’inchiostro
dalle recise vene fuoriesce e cade
sul ricordo di chi appellandomi vate
illuse fosse bellezza il vergato laidume
Non più foglie sul ramo
e nessun verso nel cuore
Finita è la poesia e cessato è il sogno
di chi
illudendosi propria e altrui emozione
s’è rivelato abbaglio
Marchian svarione
©
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L'autore
Moreno Tonioni
Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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