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Poesia 3 gennaio 2018 · lettura 3 min · 600 letture

Cowboy

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Il sole non lo coglie insonnolito o stiracchiando le membra: si desta di buonora sullo sbocciar dell’alba l’ardimentoso cowboy: giudizioso abbandona i misero giaciglio fatto di stoppie secche e una vecchia trapunta che serve da lenzuolo e striminzita coperta dove un po’ disagiato nella serena notte le membra ha riposato con gli indumenti indosso lisi, dal faticoso lavoro. Sulla colt riposa la sua mano pronta ad ogni minimo periglio e un’ occhio sempre all’erta perché la preteria porta sorprese. Mentre, dalla capiente fiasca versa l’acqua nel bricco per fare l’immancabile caffè le mani inumidisce e si rinfresca il viso perché adiacente a bivacco nessun rigagnolo fluisce: vi è ancora un po’ di brace rimasta, dal fuoco della sera prima e i pochi residui carboncini gli accosta sulla brace, attizza e soffia e sul bricco sviluppa la fiammata: e nel frattempo, della carne secca insieme al pane duro, addenta. D’un tratto, col suo rumore gradito il bricco già si fa sentire e sbuffando vapore già ribolle profumando il bivacco tutt’attorno poi appagherà la voglia del palato del cowboy e dei compagni a lato. Ora che si è rifocillato fa un fischio ben modulato e un nitrito risponde da lontano che scalciando, gaio e ben pasciuto accorre, verso l’inconfondibile richiamo l’amico e inseparabile cavallo che il cowboy porta tanta stima come fosse parte di se stesso: carezza la criniera e lo rincuora dandogli una pacca al fondoschiena e un’acconciata alla criniera prima di mettergli la sella. Rimette le vivande nella sacca annoda il foulard intorno al collo che lo protegge su piste polverose inforca il capello e infila i guanti per essere protetto un po’ dal sole dall’impetuoso vento o dalla neve. Con eleganza, piroettando inforca il baio, che impennando nitrisce e si avvia, raggruppando le mucche per continuar la lunga transumanza dal selvaggio ed assolato Texas perfino alle montagne del montana o nelle vaste e proficue pianure delle montagne rocciose dove l’erba cresce rigogliosa e rende grassi e sani gli animali. Poi scende, verso opulenti siti portando gli animali sul mercato: ivi, riceverà il compenso meritato ma li, finisce l’accordo sul lavoro e nel saloon, trascorrerà il suo tempo giocando a carte e sorseggiando whisky finché avrà quasi terminato i suoi sudati risparmi. Ogni tanto deve fare a botte perché non gli tornavan bene i conti non sopporta il sale sulla coda e l’orgoglio non tollera confronti: rimane un po’ selvaggio, ma leale e sente nostalgia di usare il lasso: fa subito fagotto e monta in sella e galoppa con calma verso l’west fischietta una canzone molto bella e il suo stallone ha stimolato il passo.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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