La sedia
Saverio Chiti
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In questi giorni di festa, c’è vita che va
con vetrine illuminate e gente allegra a riempire negozi
e chiese addobbate all’occasione,
tutto ci appare gioia, e anche l’anima
è propensa all’amore...
In questi giorni di festa, da passare in famiglia
attorno a una tavola imbandita
fra deliziosi manicaretti e chiassose parole
ciò che più risalta, è quella sedia vuota...
quella sedia non messa in disparte
in un angolo buio, ma una sedia
al centro della nostra tavola
come fosse una macchia d’assenza
nel colorato desco.
È lì per ricordare chi più non è
nell’essenza a noi conosciuta
ma vive in noi come sempre è vissuto.
Una sedia vuota che riempie la stanza
che ci parla di lei, come solo il ricordo sa fare.
Ognuno di noi in questa tavola ch’è vita
ha una o più sedie occupate dalla memoria
di chi nell’oltre ci ha preceduto,
ognuno di noi, durante il pasto
volge lo sguardo su quella sedia
immaginando di vederla riempita
da quell’entità che è amore
e che dentro noi mai rimarrà libera.
Ogni volta che il cuor mio è in festa
anche io poso lo sguardo su quella sedia
e ogni volta, mi sorride...
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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gabriele vacca9 gennaio 2018
E vero, ci sono tante sedie vuote al desco, io ne son testimone, e nelle grandi feste, per esempio Natale, vorresti esser felice, ma quella sedia vuota, allontana la voglia, d’essere giubilante, ma con coraggio affronto la volontà di Dio, pensando all’angelo mio. Vai sereno.
