Sorpreso di fatto e voci
E c’è chi scende dalla bicicletta
e sottobraccio l’accompagna
fiducia per fiducia
perché la strada è breve
ma contromano.
Forse anche un granello di polvere
graffia ma nessuno l’ha mai scoperto
si nasconde anche sotto un guanto
dell’ultima dama
e velo sopra velo
tradisce.
Segue per conto suo
in lungo e in largo
la cresta di un’onda il sughero
poi sbarca proprio dove è scappato
tra colli di bottiglia.
E un eco non ha più bussato alla porta
è in mare aperto sotto il tetto
nel guscio di una stiva
con l’orecchio teso
che rintocchi il passo
della stanza accanto.
Solo un ombrello chiuso
è un appollaiato agguato
ai lampi
quanto un falco
in sé nel nido
per natura.
Ben pochi si sentono bagaglio
ma raggi come fanciulli sempre a fiorire.
Ma so che presto
ci sarà altro ancora
nuovo e perduto.
©
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