150° D’Italia
Dopo un secolo e mezzo
issando la bandiera
siam pronti a festeggiare
la nazionale festa
che ci vuol ricordare
che l’Italia s’è desta.
Ne son passati mille
poi altri cinquecento
di anni, nella passività
succubi ed umiliati:
ma le prime scintille
riscuotevan le genti
per il solenne evento:
nell’Italia divisa
in otto piccoli stati
si contestava il nemico
che ci teneva assediati
e sudditi vessati.
Nel secolo decimoquinto
ci ricordano gli avi
il popolo era oppresso
e viveva da schiavo:
ma già soffiava un vento
che schiudeva le menti
ai personaggi audaci
ma ancora molto prudenti.
Maturava col tempo
il geniale progetto
che prometteva scampo
dai potenti tiranni:
e dai primi ottocento
audaci volontari
preparavan l’evento
del gran risorgimento.
Arditi giovanotti
e uomini attempati
accorron dappertutto
e uniti ai patrioti
fanno le barricate
sul capoluogo Lombardo.
Dai tiranni vessato
il popolo è in tumulto
ormai stanco di tutto:
con segrete congiure
audaci patrioti
ci avevan liberati
con un grido selvaggio
respingendo il nemico
con ardore e coraggio:
dopo tante oppressioni
i fratelli eran sorti
con la nuova bandiera:
proseguiron le lotte
con il sangue versato
per lo stato sovrano
ed il nostro riscatto.
Fidati personaggi
pure con scarsi mezzi
combattevan le leggi
dell’Austroungarico impero
capovolgendo le sorti
dell’odiato straniero.
Arditi combattenti
con il popolo tutto
sprezzanti della vita
ingaggiavan battaglie
e sfidavan la morte
nella dura partita
che valse una medaglia
alla nazione tutta.
"Sereni accorriamo
schiudendo le porte
e unendoci tutti
in grande coorte
siam pronti alla morte
l’Italia gridò"!
I fratelli d’Italia
resero indipendente
questa patria ridente:
Garibaldi sorveglia
dal tenace naviglio
mentre approda la chiglia
e i Borboni sbaraglia
nell’oppressa Sicilia:
poi saluta il sovrano
nell’incontro a Teano.
Con ardimento e contegno
prodi Garibaldini
nelle due vaste Sicilie
conquistarono il regno:
e con inni di gioia
terminava l’impegno
dei bravi volontari
che avean fatto faville:
e Garibaldi scioglieva
la spedizione dei mille.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
La bacheca della poesia
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