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Poesia 13 gennaio 2018 · lettura 2 min · 816 letture

150° D’Italia

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Dopo un secolo e mezzo issando la bandiera siam pronti a festeggiare la nazionale festa che ci vuol ricordare che l’Italia s’è desta. Ne son passati mille poi altri cinquecento di anni, nella passività succubi ed umiliati: ma le prime scintille riscuotevan le genti per il solenne evento: nell’Italia divisa in otto piccoli stati si contestava il nemico che ci teneva assediati e sudditi vessati. Nel secolo decimoquinto ci ricordano gli avi il popolo era oppresso e viveva da schiavo: ma già soffiava un vento che schiudeva le menti ai personaggi audaci ma ancora molto prudenti. Maturava col tempo il geniale progetto che prometteva scampo dai potenti tiranni: e dai primi ottocento audaci volontari preparavan l’evento del gran risorgimento. Arditi giovanotti e uomini attempati accorron dappertutto e uniti ai patrioti fanno le barricate sul capoluogo Lombardo. Dai tiranni vessato il popolo è in tumulto ormai stanco di tutto: con segrete congiure audaci patrioti ci avevan liberati con un grido selvaggio respingendo il nemico con ardore e coraggio: dopo tante oppressioni i fratelli eran sorti con la nuova bandiera: proseguiron le lotte con il sangue versato per lo stato sovrano ed il nostro riscatto. Fidati personaggi pure con scarsi mezzi combattevan le leggi dell’Austroungarico impero capovolgendo le sorti dell’odiato straniero. Arditi combattenti con il popolo tutto sprezzanti della vita ingaggiavan battaglie e sfidavan la morte nella dura partita che valse una medaglia alla nazione tutta. "Sereni accorriamo schiudendo le porte e unendoci tutti in grande coorte siam pronti alla morte l’Italia gridò"! I fratelli d’Italia resero indipendente questa patria ridente: Garibaldi sorveglia dal tenace naviglio mentre approda la chiglia e i Borboni sbaraglia nell’oppressa Sicilia: poi saluta il sovrano nell’incontro a Teano. Con ardimento e contegno prodi Garibaldini nelle due vaste Sicilie conquistarono il regno: e con inni di gioia terminava l’impegno dei bravi volontari che avean fatto faville: e Garibaldi scioglieva la spedizione dei mille.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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