Rimembrando
La mente mia si sveglia
mentre il pensiero vola
e svagato rammenta
le melode soavi
di quando amor ci pervase:
ma non si che celestiali muse
dessero a questo mio cuore
la gioia e la speranza
di un travolgente amore
che giammai non fiorì.
Gioivo, come docile infante
e trepidante indugiavo
ad ogni vaga espressione
tua, e il cuore mio
che folle era d’amore
senza di te se ne moria.
Più mi assale l’angoscia
più l’ardire si accascia
e passivo mi lascia
se talvolta ripenso
che viver non potia
da tua beltà lontano.
Ora non ci son più
nei tuoi sbiaditi sogni
perché insensibile sei:
ma tu nei sogni miei
pur se latente stai
per sempre resterai.
Dacché gli occhi tuoi chiari
giammai più scruteranno
nei deludenti ricordi
di quest’anima stanca
la nostalgia mi assale
con melodie discordi.
Ora non mi trastullo più
alle carnose labbra tue
per dissetar d’illusione
le mie labbra vogliose:
non accarezzo ormai
la tua vistosa chioma
e il celestiale viso
che dava a questo cuore
la flebile emozione
di un pallido sorriso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!